giovedì 2 agosto 2012

Seafolly


Modello LOLA ROSE

Un tocco di colore con i bellissimi costumi Seafolly della collezione mare 2012...sono australiani, colorati e sexy. Li adoro. E voi, quale preferite?



Modello GODDESS
 




















Sono modelli deliziosi, non trovate? Anche i modelli interi, che rischiano sempre di apparire "antichi", fanno venire voglia di indossarli!

Modello SAFARI
Modello SHANGRI LA
























Se visitate il sito, dove ci sono tantissimi altri modelli tutti splendidi, vi accorgerete che questo marchio predilige i bustier, i modelli molto femminili e un po' retro'. Peccato che in Italia si vendano poco, ovvero non siano così facili da trovare nei negozi. Esiste pero' il Santo ZALANDO su cui è possibile reperire questo ed altri introvabili marchi.

Modello LA VITA








Questo modellino viola è davvero spettacolare, ricorda le pinup del passato...ovviamente bisogna poterselo permettere, ma deliziarsi gli occhi è ancora permesso a tutte!





Modello TEA ROSE

Modello SOFIA

Ma il mio preferito rimane il modello TEA ROSE. Il vostro qual è?

AGGIORNAMENTO!!!!
Zalando mi ha appena consegnato il modello TEA ROSE ma nella tonalità MALVA...lo ADOROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!! 
Eccovelo preciso identico qui sotto!!! (questa non sono io, è la modella!)

 



mercoledì 1 agosto 2012

Nel camerino dell'anima


Giuliana De Sio
Due delle mie attrici di teatro preferite.

In questo blog parlo poco del mio grande ed antico amore per il teatro, della mia esperienza da attrice che - prima in laboratori e poi in compagnie - mio malgrado, mi ha cambiato carattere e modo di approciarmi al prossimo. Qualcosa sta cambiando, nel buio e solitario camerino della mia anima. Chi fa teatro come me da molti anni lo sa: arriva un momento, nella vita diciamo di "un attore", in cui devi renderti conto se è il caso o meno di continuare a salire sul palcoscenico. Da qualche tempo ho una sorta di rigetto, di "crisi artistica", legata al mio rapporto con il teatro; adoro recitare, ma è come se qualcosa in me si fosse annoiato, avesse perso stimoli. Di spettacoli ne ho fatti tanti. Ho avuto tanti colleghi di scena, tante tipologie di rapporto, tante situazioni. Ho ricordi belli e meno belli, a seconda delle lavorazioni e delle persone che mi sono ritrovata accanto. Ricordi legati a personaggi piacevoli, ad altri molto meno piacevoli, ad amici che mi hanno tradita o semplicemente abbandonata. Nei camerini ho sentito di tutto di piu'. Ho visto cose spesso assurde. ma è il teatro. Parlare di amici è un parolone, a teatro: è difficile trovare rapporti sinceri o persone che ti vogliono veramente bene per come sei. Posso ritenermi fortunata perchè ho avuto anche modo di conoscere anche bellissime persone; ma ne ho conosciute anche tante altre che - con il tempo - si sono svelate per quello che erano. Falsi amici. Ma non è questo che mi preme dire. Peggio per loro. 
Lina Sastri

La questione sta in altri termini: è il caso che superati i 40 anni si continui a salire su un palcoscenico anche senza stimoli eclatanti? Chi ha lavorato con me sa bene che io non faccio teatro come si fa il corso di salsa e merengue o di cucina, ovvero perchè non so cosa fare nel tempo libero e non è un'alternativa alla palestra. Io faccio teatro per esprimere una parte di me che probabilmente non riesco ad esprimere nella vita "reale", perchè mi piace mettermi alla prova, perchè amo il teatro e tutto cio' che ruota intorno ad esso, perchè mi piace vivere una vita diversa dalla mia, sia pur per qualche ora. Non sta a me dire se sono brava o no. Mi piacerebbe pero' misurarmi con qualcosa che mi coinvolga anima, cuore, corpo e cervello. Credo che sia solo questo che mi possa ridare nuova linfa artistica. Del resto, in ogni "carriera" bisogna anche "crescere", altrimenti inesorabilmente arriva l'abbrutimemento e l'appiattimento. Chi ha lavorato con me sa bene con quanto impegno mi ci dedico, quasi con maniacalità...ma non mi sento appagata. Lo sono stata per qualche tempo, ma forse ero piu' giovane. Ho bisogno di confronto con nuovi modelli, nuovi personaggi, nuove difficoltà. Qualcosa che mi faccia finalmente comprendere se in me c'è ancora il "sacro fuoco" che si è leggermente spento ma che puo' riaccendersi....oppure se si sta spegnendo definitivamente. E questo potrà avvenire solo con una prova forte, grande, difficile.Poi magari mi capiterà un ruolo che non saro' all'altezza di fare: e allora anche nell'altro senso avro' compreso qual è il mio limite.....e mi ritirero' di buon grado, silenziosamente, nel camerino esclusivo della mia anima.


martedì 31 luglio 2012

Storie di artisti

Sarà un caso, ma gli ultimi due libri che ho letto sotto l'ombrellone raccontano entrambi storie di artisti. Uno immaginario, l'altro vero, ma entrambi artisti. Premetto che non sono tipicamente i romanzi da spiaggia, anzi. Tutt'altro. si tratta di due romanzi impegnativi, di due thriller abbastanza avvincenti che mi sento di consigliarvi senza alcun dubbio.
Il primo che ho letto (ci ho messo 4 giorni, ero troppo presa ed ansiosa di vedere come andava a finire) è "Il pittore che visse due volte", di Chris Paling. Ammetto che ho comprato questo libro sia per la copertina, senz'altro intrigante, sia per il titolo, altrettanto stuzzicante, che mi ricordava anche il famoso film "La donna che visse due volte", di Alfred Hitchcock. Memore della tensione del film, mi sono detta: è il libro per me, visto che adoro thriller e gialli. La narrazione va avanti sviluppando parallelamente due diversi momenti storici, raccontando non solo la vicenda se vogliamo dire "principale" del giovane pittore Reilly, ambientata nella Londra cupa e lugubre dei primi del 900, ma anche quella di Samantha, una giovane gallerista dei nostri giorni, che un giorno si imbatte in un quadro di Reilly, rimanendone estasiata e folgorata.

La vicenda in breve: Reilly è un giovane e talentuoso pittore che, malgrado cerchi ancora invano fortuna e gloria, vive - nei primi del 900 - in una squallida soffitta con il suo anziano e fedelissimo cagnolino Nimrod. La soffitta è un insieme di quadri e tele non terminate, un caos assoluto degno di un vero artista. Una sera buia e tempestosa uno dei critici piu' importanti di Londra va a trovarlo, avvinto dalla sua bravura e dalla sua arte. Reilly è felice: quella potrebbe essere l'occasione della sua vita. Peccato solo che proprio il giorno dopo detto critivo viene trovato annegato in un canale. Partono le indagini e a causa di un malinteso che porta ad un curioso indizio, Reilly viene ingiustamente coinvolto. Ai giorni nostri, contrapposta alla vicenda del pittore, in un’antica galleria d'arte di Londra, Samantha vede per caso un quadro di Reilly e se ne innamora. Quasi in preda ad una sorta di sindrome di Stendhal, Samantha decide di scoprire tutto sul pittore di quel quadro, e comincia la sua ricerca sulla vita di Reilly, procedendo a ritroso fino a scoprire la vicenda dell'omicidio in cui l'artista rimase coinvolto. Il racconto procede in parallelo, avvince e convince. Consigliato a chi ama le narrazioni a tinte fosche, i film di Jack lo Squartatore e le atmosfere londinesi fumose e cupe.


Il secondo romanzo, scritto da Robin Maxwell, è "Caterina da Vinci e il segreto di Leonardo"; la Maxwell racconta - secondo il suo stile ormai consolidato - in maniera elegante e approfondita la storia della madre di Leonardo da Vinci, Caterina appunto, che a 15 anni dà alla luce il piccolo Leonardo, figlio "bastardo ed illegittimo" frutto della sua relazione breve ed intensa con il nobile notaio Piero da Vinci. Disillusa dal giovane, che prima promette di sposarla e poi resta egli stesso vittima delle imposizioni della sua famiglia, Caterina affronta moltissime peripezie, anche assumere sembianze maschili per evitare le discriminazioni all'epoca riservate alle donne, in nome dell'immenso e sconfinato amore che prova per il suo Leonardo. Intuite le sue geniali doti, riesce ad introdurlo nel bel mondo culturale dell'epoca, stringendo amicizia (e non solo) con con la famiglia dei Medici a Firenze. Una meravigliosa figura femminile e il genio di Leonardo, già evidente nei suoi primi anni di vita, sono gli ingredienti di questo romanzo, affascinante anche per la presenza di tutti i piu' grandi Maestri della Toscana rinascimentale.

Una curiosità è data anche dalle copertine di questi libri: entrambe con i protagonisti di spalle. Strana coincidenza, no?